Crea sito

#Amadeus: “Sto lavorando come un pazzo per #Sanremo, il Dopofestival su RaiPlay e i fiori sul palco…”

Ecco alcuni passaggi fondamentali dell’intervista ad Amadeus, conduttore e direttore artistico del prossimo Festival di Sanremo, e pubblicata nell’edizione odierna de Il Messaggero a firma di Andrea Scarpa.

di:

MusicaNOTIZIEPROGRAMMI

“Sto lavorando come un pazzo per il Festival di Sanremo e I Soliti Ignoti. Non mi fermo mai. Alle 23, però, mi cala la palpebra e vado a dormire”. Con questa promessa si è aperta l’intervista ad Amadeus, conduttore e direttore artistico della kermesse in programma dal 4 all’8 febbraio 2020 e pubblicata nell’edizione odierna de Il Messaggero. Ma non vuole certamente lamentarsi, riconoscendo come in queste settimane “sto vivendo un sogno”.

Ecco alcuni passaggi fondamentali della conversazione con il giornalista Andrea Scarpa.

Le prime impressioni dopo l’ascolto delle canzoni della sezione giovani.

Tanti cantautori, rapper e trapper di gran livello. Per i 70 anni del Festival vorrei canzoni per tutti i gusti e in grado di durare nel tempo. Per me sarebbe una sconfitta se non fosse così. Dopo Claudio Baglioni, che ha lanciato Ultimo e Mahmood, devo fare davvero bene. Con le giurie siamo a posto. Sanremo è un gioco di squadra esalta le professionalità interne di tutta la Rai.

Sulle canzoni dei Big.

Ne sono arrivate finora una cinquantina. Da lunedì cominciamo a selezionare. Al massimo arriverò a 22.

Sulla scelta, dopo il trionfo di Mahmood, di riproporre la categoria Giovani, escludendoli così dalla vittoria.

Credo nella tradizione e nei giovani, che secondo me devono fare un percorso lungo e non giocarsi tutto in una notte. E poi non mi sembra corretto nei confronti dei 20 Big fare in modo che qualcuno senza una storia consolidata possa scavalcarli. Io di sicuro da lunedì prossimo farò sentire le canzoni dei venti giovani ovunque, anche sul palco dello show di Capodanno su Rai1. Più visibilità riesco a dare loro, più sono contento.

Sulla partecipazione di Fiorello e Jovanotti.

Ne parleremo a dicembre. Qualsiasi cosa faccia a me va bene. Spero resti il più a lungo possibile. Ai tempi di Radio Deejay, 35 anni fa, a Milano ci siamo fatti una promessa: fare Sanremo insieme.

Come sarà questa edizione.

Ci sarà sempre un racconto, non sarà il Sanremo dell’”Ecco a voi…”. Qualche conduttore del passato ci sarà, se sta bene nella storia. Non voglio fare la parata. Mi piacerebbe scommettere magari su qualche volto femminile. Voglio un Festival imprevedibile. Pieno di sorprese.

Le voci su Lady Gaga, Madonna, Ed Sheeran e Lewis Capaldi come superospiti.

Magari venissero tutti e quattro.

I partner sul palco.

Saranno residenti: due donne o due donne e un uomo.

Capitolo Dopofestival.

No. Mi piaceva tanti anni fa, poi mi sono sempre addormentato. Fiorello l’ha trasformato in L’altro Festival per Raiplay, su cui ho deciso di far passare in diretta anche l’incontro giornaliero con la stampa di dirigenti e artisti Rai.

La scenografia.

Allo scenografo Gaetano Castelli ho chiesto un progetto innovativo nel rispetto della tradizione. Ci saranno i fiori. Al Comune di Sanremo ho chiesto di riportarli in scena.

Su un eventuale coinvolgimento della moglie, Giovanna Civitillo.

Niente. Sul palco è la mia partner ideale, ma se scegliessi lei si scatenerebbe il finimondo.

 

I Commenti sono chiusi.